fondatori
Monica Ratti

Una Vita per la Danza, tra Visione Artistica e Impegno Sociale
Monica Ratti Imprenditrice culturale, autrice, critica e talent scout, Monica Ratti si muove da oltre trent'anni nel panorama della danza con una voce totalmente fuori dal coro: appassionata, ironica e visceralmente dalla parte delle nuove generazioni. Lontana dai circuiti patinati e allergica a ogni forma di snobismo accademico, ha scelto di dedicare il suo percorso soprattutto alle realtà meno note e ai giovani autori, trasformando la critica in uno strumento attivo di supporto, segnalazione e visione.
Con uno sguardo pionieristico e una straordinaria capacità di anticipare i tempi, è stata tra le primissime figure critiche a dare spazio e credito a talenti destinati a segnare la scena coreografica: è stata infatti la prima a scrivere e a dedicare visibilità all'allora sconosciuto Mauro Astolfi, così come la prima a dedicare un articolo ad ampio respiro a Giuliano Peparini, quando era già affermato in Francia ma non ancora pienamente accreditato dal sistema critico italiano. Il suo intuito nello scouting si è confermato nel tempo: ha sostenuto fin dai primissimi passi la compagnia Ocram di Marco Laudani e Claudio Scalia, ne ha seguito e promosso costantemente la crescita, e ha scommesso sul giovanissimo Nnamdi Nwagwu scrivendo di lui quando aveva soli 16 anni, indicandolo con preveggenza come un nome di cui il mondo della danza avrebbe sentito parlare sia come danzatore che come coreografo. La prima compagnia di Afrodiscendenti italiani i Descendandts, di Carlos Kamizele , è stata prodotta da lei. Se la danza urban e il movimento Hip Hop in Italia hanno conquistato attenzione, dignità istituzionale e spazi critici nel panorama coreografico nazionale, lo si deve in gran parte al suo lavoro di promozione, racconto e legittimazione artistica.
Affianco a figure chiave come Omid Ighani, Marisa Ragazzo, Daniele Baldi e Ilenja Rossi, Cristiano Buzzi ha saputo portare questi linguaggi dalle strade ai grandi palcoscenici e agli schermi televisivi. Il suo credo incrollabile è la libertà espressiva dell'artista: convinta che ciò che non incontra il gusto personale possa comunque trovare il proprio pubblico altrove, esorta costantemente i giovani autori a seguire il proprio sentire personale senza appiattirsi sulle mode del mercato o sui diktat dei programmatori e direttori artistici.
Ravennate di nascita e romana d'adozione, Monica ha costruito un percorso poliedrico che attraversa la carta stampata, la televisione, i grandi festival e i progetti sociali. Firma dal 1995 per il mensile DanzaSì, di cui cura le relazioni esterne e ha ideato lo storico Concorso, oltre a co-dirigere il portale Dance&Culture. Sul fronte televisivo e multimediale è stata autrice per la Rai — firmando trasmissioni come Hip Hop Generation su Rai 3, e alcune puntate sul disagio giovanile per Giovanni Minoli nella trasmissione Un Mondo a Colori. Ha lavorato per 17 anni a stretto contatto con la grande Vittoria Ottolenghi, ereditandone la passione per il racconto critico senza filtri, e con Vittoria Cappelli nelle grandi produzioni televisive e nei grandi eventi e dal 2016 cofirmando con Vittoria Cappelli progetti innovativi quali DancinBO, Danza per la Città, Muse in Danza e molti altri.
La sua firma e la sua direzione organizzativa, hanno dato impronta a kermesse e festival di rilievo nazionale, dalla sezione danza del Reate Festival al Todi Arte Festival (accanto a Simona Marchini), dal festival Bentornati Italiani alla cultura Hip Hop protagonista nell'Estate Romana. Nel 2009 ha fondato con Emanuele Ladovaz, l'associazione Avvertenze Generali, polo di promozione per i giovani, la videodanza e il cinema d'autore, e ha portato la sua energia nei grandi campus estivi quali Humus/Danzasi presso Eurocamp.
Il suo impegno travalica i palcoscenici ufficiali: crede fortemente nella danza come strumento di riscatto e inclusione sociale, firmando progetti nelle periferie come DancER a Bologna e portando avanti percorsi di formazione e rieducazione all'interno della Casa Circondariale di Rebibbia in collaborazione con il Ministero della Giustizia o al progetto video INterculturaTV con il MIUR.
Grazie a questo mix unico di competenza manageriale, intuito visionario e totale assenza di sovrastrutture, è riconosciuta come una figura materna e protettiva verso chi si impegna in sala prove, ma spietatamente sincera e rigorosa quando c'è da esigere qualità, serietà e rispetto per l'arte. Con lei la danza torna a essere ciò che deve essere: viva, imperfetta, coraggiosa e profondamente umana.
Proprio per questo suo approccio viscerale, schietto e senza filtri, nel mondo della danza molti giovani finiscono per definirla la "Maionchi della danza": un soprannome affettuoso che riconosce il suo modo diretto, colorito e autentico di esprimere la propria opinione, sempre guidato da una grande passione e dalla voglia di far crescere i veri talenti

Emanuele Ladovaz
Psicologo (Iscrizione albo 27646) Psicoterapeuta Sistemico Relazionale Integrato
Emanuele Ladovaz è uno psicologo con un solido background nel sociale e una vasta esperienza in contesti della neurodivergenza, educativi, di inclusione e di recupero. Nato a Tangeri il 20 dicembre 1977, ha completato la maturità scientifica a Parigi nel 1996. Dopo il servizio di leva presso l’Arma dei Carabinieri, inizia il suo percorso nel sociale lavorando come operatore presso la comunità di recupero per tossicodipendenti Sorella Luna, sostenendo gli ospiti nel loro percorso di riabilitazione.
Nel 2003 inizia la sua collaborazione con Monica Ratti alla creazione, per enti pubblici, di progetti culturali volti a promuovere la condivisione e l’integrazione. Questa esperienza lo porta a lavorare, dal 2012, con l’agenzia Eleven Srl, dove sviluppa progetti, per l’ambito privato, di marketing territoriale per brand internazionali gestiti da Procter & Gamble.
Nel 2015 decide di iscriversi alla Facoltà di Psicologia dell’Università E-Campus, dove si laurea con lode, sia alla triennale che alla magistrale. Da allora, ha consolidato le sue competenze come psicologo, dedicandosi a supportare famiglie, individui e comunità in situazioni di vulnerabilità con particolare attenzione alle questioni di genere.
A dicembre 2025 si specializza in psicoterapia sistemica relazionale con voto di 90/90 e lode presso la scuola Sistemico-Relazionale Metafora riconosciuta dal MIUR con D.M. 28/07/14, G.U. n. 193/21/08/14.
Le sue principali esperienze includono:
• 2016-2018: Lavora con richiedenti asilo e vittime di tortura presso il Centro di Accoglienza Ferrhotel della Caritas
• 2019-2020: Partecipa a programmi di giustizia riparativa per aggressori sessuali ad alto rischio presso il CIPM.
• 2021-2022: Supporta minori e giovani in difficoltà presso la casa famiglia Il Fiore del Deserto.
• Dal 2021 ad oggi: collabora con l’associazione Giulia Parla Onlus in qualità di compagno adulto per il
sostegno di giovani persone neurodivergenti di livello 1 e 2.
• Nel 2022 fonda il suo studio privato “Valori Aggiunti” con altri professionisti del settore.
• 2024-2025: svolge il suo tirocinio presso il Centro Famiglie del Municipio XII, dove collabora con
l’associazione AIRES per sostenere famiglie in situazioni di disagio psicosociali.
• 2025 ad oggi: collabora con la Cooperativa sociale Santi Pietro e Paolo con incarico di Psicologo-
Psicoterapeuta presso il Centro Famiglia Casilino, Municipio VI di Roma.
