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||||||||||| Presentazione progetto fotografico Avvertenze Musicali - “Tube Station”
a cura di Donato Maniello - www.donatomaniello.com
Il colore lasciato scorrere nel tempo mentre gli istanti passano veloci e sovrapposti alle cose, la musica intesa come colonna sonora ed entità costante della nostra esistenza mentre tutto il resto scorre, sono i protagonisti
della serie di fotografie ambientate nella metropolitana di Roma. Un luogo, questo, dove la percezione del veloce e del fugace è più facilmente intuibile. Il senso, comune a tutte le foto, è quello di fare interagire
il luogo con la presenza umana.
Non sempre è possibile percepirne il senso quando il tempo fluisce velocemente; ma se questo può essere artificiosamente rallentato catturandone degli istanti per poi sovrapporli per ricrearne di nuovi, l’interazione
tra l’umano rallentato e l’umanizzato è una risposta alla percezione di significati nascosti.
In “Metro Visions”, l’unica fotografia della serie nella quale il musicista di sax è rappresentato vivido senza nessuna trasparenza o colore (a rappresentare che la musica è una costante della nostra esistenza), la sua
presenza è opposta a quella della ragazza che, alla sinistra dell’immagine, suona la chitarra dimostrando, con la sua trasparenza, di essere nel luogo come un qualcosa di invisibile eppure percepibile (come a volte
è la musica).
Nelle altre come “A part of memory#1” e “A part of memory#2” è stato creato un piccolo racconto metropolitano fatto di parti di memoria, per l’appunto, nelle quali sono accostati istanti differenti di ulteriori prospettive
visuali che incentivano il senso del trascorrere del tempo, di ciò che si muove mentre tutto il resto è immobile. Anche la transizione nelle immagini di figure che appartengono sempre a se stesse ma poste in luoghi
differenti hanno come oggetto l’afferrare ciò che è invisibile agli occhi ma che invece nella realtà rallentata delle cose avviene.
Lo spazio in relazione al tempo è creato da istanti che possono essere messi in sequenza. Sono fotografie che colgono la presenza umana, rappresentando un soggetto che vive all’interno dello scenario urbano indagato
attraverso una tecnica che ho chiamato "B|y Photoliquids".
Tale tecnica permette di ricostruire scenari urbani in cui si mescolano differenti istanti e sovrapposizioni di forme. Nelle foto il giallo ed il blu rappresentano il prima ed il dopo, due momenti diacronici ma appartenenti
ad un unico istante. E’ l’interazione, la simbiosi, fra il luogo, spesso la strada, e l’umano ad essere presa in esame. La simultanea presenza ed assenza dell’uomo viene fermata dallo scatto immediato e permanente
della fotografia. Il colore rappresenta l’attimo che passa, che fugge senza essere visto; la capacità cromatica ha la forza di rendere evidente ciò che passa inosservato, di rendere l’intangibile dell’essenza umana.
Emerge una lettura soggettiva delle città che al contempo vuole evidenziare nel particolare, nello spazio architettonico, l’elemento di oggettività; l’elemento temporale diventa fondamentale. Vengono indagate le dinamiche
con le quali lo spazio è percepito in modo differente attraverso lo scorrere del tempo individuato da ciascun fotogramma che è stato sovrapposto all’altro per ricreare l’immagine finale. Nelle foto il tempo è
come congelato, mentre la fluidità in esse contenuta fa apparire più chiare le relazioni che esistono tra il prima ed il dopo di un istante.
Nel mentre c'è tutto un mondo, ulteriori istanti che possono ripetere all'infinito la logica creatrice delle stesse immagini, come in una sorta di frattale urbano.